La Val d'Agri si estende per circa 500 kmq, nel cuore dell'Appennino Lucano in direzione nord ovest-sud est. Le valli cosi orientate, scavate fra le grandi dorsali calcaree, sono tipiche della parte occidentale della Basilicata. Dal punto di vista geologico siamo di fronte ad una notevole varietà di elementi: ai calcarei dolomitici del Mesozoico, dei quali sono composti i principali rilievi, s'affiancano i depositi lacustri del periodo pleistocenico. In quest'era geologica - di controversa datazione, ma che ha il suo limite estremo in circa 10.000 anni fa - tutta la zona era occupata da un vasto lago, alimentato dagli attuali affluenti dell'Agri.

Oggi è il fondovalle ad essere invaso dalle acque di questo fiume di 136 chilometri di lunghezza che ha le sorgenti sulle falde meridionali del monte Maruggio e alle pendici occidentali del monte Volturino e sfocia in mare nel Golfo di Taranto, presso Policoro. L'Agri, al contrario di altri fiumi lucani, presenta un corso regolare non soggetto a piene improvvise. Forse questa sua qualità è all'origine del nome: Agri viene infatti collegato all'aggettivo "akìros" che significa "lento e tardo, senza moto". Lo sbarramento realizzato all'altezza di Spinoso - mediante la realizzazione di un'imponente diga di 100 metri d'altezza e 380 di lunghezza - ha fatto nascere il lago artificiale della Pietra del Pertusillo, un invaso della capacità di 155 milioni di metri cubi d'acqua. Se è il corso dell'Agri a caratterizzare il fondo della vallata, sono le vette dei monti a fare da guardiano e delimitare la Val d'Agri, con il massiccio del Volturino, il monte di Viggiano, il monte Raparo e il monte Sirino.

Una visita in Val d'Agri riserva un piacevole incontro: quello con una natura ricca e generosa e ,in parte, felicemente preservata. Il grande processo di depauperamento che i boschi della Basilicata hanno subito negli ultimi 150-200 anni sembra quasi essersi arrestato ai limiti di questo comprensorio. Infatti è ancora presente nella Comunità Montana dell'Alto Agri un ingente patrimonio boschivo che ha nel castagno, nel cerro e soprattutto nel farnetto i tipi di piante più comuni.

Altre specie diffuse sono l'acero campestre e minore, il Carpino bianco, il ciliegio, I'ontano napoletano, il melo selvatico e il nocciolo. Alle altezze superiori è possibile incontrare estese     faggete con imponenti esemplari. Particolarmente ricche di queste piante sono le pendici del monte Volturino. Qui, all'ombra di questi alti fusti, fioriscono gli ellebori, le dentarie, le stelline odorose, le orchidee selvatiche e due tipi di ciclamini dalla diversa fioritura stagionale: il repando, che attende la primavera per indossare un elegante abito rosso scuro, e il napoletano che riserva all'autunno i suoi fiori rosa pallido. Un'altra rigogliosa faggeta si trova nel comune di Moliterno sulle falde della Sella Cessuta (1040 m.). A far da contorno ai grandi faggi si possono osservare esemplari che raggiungono anche i trenta metri - sono presenti altre interessanti specie vegetali quali l'acero napoletano, I'agrifoglio e la berretta da prete. Sempre il territorio di Moliterno regala un incontaminato angolo di natura, la sorgente di Fabbricata, poco distante dalla frazione di Pantanelle. Qui l'acqua scaturisce in una piccola gola scavata nei calcari triassici, creando suggestive trine di pietra. La vegetazione attorno è caratteristica dei luoghi umidi: dai muschi e le felci fino ai carici e agli equiseti. La zona è inoltre ricca di salici, carpini neri e aceri. Anche il monte Sirino presenta un esteso patrimonio boschivo fatto di querce, castagni e faggi, all'interno del quale si aprono ampie radure. Molto suggestiva appare la zona del lago Laudemio, raggiungibile da Moliterno in circa 25 minuti, segnata dal suggestivo accostamento cromatico fra il blu delle acque e la varietà della vegetazione.

In un quadro ambientale così felice trovano accoglienza diversi tipi di animali. Tra i mammiferi il tasso, la volpe, il ghiro, la puzzola e la lontra. E' stata segnalata anche la presenza di esemplari di martin pescatore e del cracco corallino, un uccello che ha il suo habitat naturale ai bordi dei ghiacciai ed è solitamente stanziato sul Gran Sasso. Altre due specie rare osservate in questa zona sono il proteus sanguineus, un anfibio che vive nelle caverne carsiche, e la salamandra pezzata. Un altro tipo di questi anfibi urodeli, la salamandrina dagli occhiali, si può incontrare nella zona della sorgente Fabbricata, nel territorio di Moliterno. Il lago della Pietra del Pertusillo è spesso rifugio di uccelli acquatici di passo che a questo bacino artificiale chiedono il giusto sollievo durante le fatiche della migrazione. Giungono qui in volo germani reali, moriglioni, fischioni e folaghe. I tratti meno frequentati delle rive sono invece prescelti dall'airone cenerino per la ricerca del cibo.

La natura dell'Agri, la serenità di questo angolo della Basilicata è a disposizione del turista attento: di chi giunge in estate, per un tuffo nel verde, o di chi preferisce i silenzi e le atmosfere sospese della stagione invernale. E allora per i primi ci sarà la possibilità di escurioni e passeggiate per un sommesso dialogo con la natura, mentre per coloro che amano la neve l'Alto Agri offre piste e impianti per lo sci alpino e nordico. Sul Monte di Viggiano due sciovie, al servizio di due piste, un campo scuola attrezzato con manovia e un anello di fondo attendono, specialmente nei fine settimana, gli sciatori: quegli stessi sciatori che potranno misurare la loro abilità anche sulla pista del Monte Volturino, nel comune di Marsicovetere, completata da una seggiovia biposto di 1500 metri. Un albergo rifugio sul monte Volturino, in località piano Imperatore, e un attrezzato albergo sul monte di Viggiano, oltre a due     self-service, sono le strutture ricettive per il dopo sci. Per una "scoperta" dei pregi naturali dell'Alto Agri occorrono soltanto una gamba allenata e... un paio di scarpe comode. Qui di seguito suggeriamo due itinerari escursionistici, studiati e proposti dall'Enaip di Moliterno, ma sicuramente la maniera migliore per penetrare a fondo i segreti della zona è quella di immergervisi e andare a zonzo. Il primo itinerario si svolge fra i boschi che circondano il lago del Pertusillo. Nei tratti allo scoperto si offrono alla vista i panorami di Montemurro, Viggiano e Grumento Nova. E il percorso ha inizio proprio nella zona degli     scavi di Grumentum, da uno spiazzo dal quale muove una strada non asfaltata che, dopo circa 300 metri, occorre abbandonare a favore di una mulattiera che si inoltra nel bosco. Dopo aver raggiunto un pianoro, si deve percorrere a ritroso l'itinerario fino al limitare del bosco e portarsi così sul greto del torrente Sciaura. Si ritorna al punto di partenza percorrendo all'indietro questo tratto e risalendo a destra la strada a fondo naturale di accesso all'alveo del lago. Gli ambienti attraversati sono quelli caratteristici del bosco ceduo - nel quale le piante presenti come il cerro, la carpinella, l'acero e la roverella vengono tagliate ogni 14 anni - della formazione forestale con aceri e noccioli. Sul greto dello Sciaura si possono osservare piante di salice e un boschetto di pioppo nero. La presenza in questo torrente del gambero di fiume è indicativa dello stato di pulizia delle sue acque.

Il secondo itinerario ha inizio dal centro di Spinoso, imboccando dalla piazza la strada che porta al lago. Un cancello in metallo segnala la vicinanza del lago: da qui, prendendo a destra, comincia il sentiero che a lungo procede parallelo alla strada asfaltata per poi entrare nel bosco. Lasciato questo ambiente si giunge al punto di partenza, attraverso campi coltivati. L'escursione permette di osservare esemplari di querce e di conifere.

Nel territorio della Comunità Montana sono presenti molti e attivi artigiani. A Viggiano si producono zampogne e ciaramelle, strumenti musicali caratteristici del patrimonio culturale lucano, e per i quali si impiegano pelli di capra e legno di bosso tornito a mano. Viggiano, per la grande e nobile tradizione dei suoi arpisti girovaghi, e Sarconi, che ogni estate ospita il raduno di musica popolare, hanno avuto in passato e mantengono nel presente saldi rapporti col mondo delle sette note. L'intaglio del legno trova nel portale della chiesa della Madonna del Rosario a Tramutola una delle sue espressioni più felici. Oggi artigiani del legno sono presenti a Marsiconuovo, Viggiano, San Martino d'Agri e Montemurro. Abbastanza diffusa è anche la lavorazione del ferro battuto. Per chi preferisce i cesti ed i panieri intrecciati, ricordiamo che questi manufatti vengono messi in vendita a Marsicovetere durante la "Sagra del prosciutto" in agosto. In tutta la Val d'Agri si fanno lavori all'uncinetto e ricami. Anche in questi casi ci si richiama ad una tradizione illustre che ha avuto il suo vertice nella grande scuola di ricamo dell'orfanotrofio Bentivenga di San Chirico Raparo. Le principesse Mafalda e Maria Pia di Savoia fecero ricamare qui il loro corredo.

L'incontro con la Val d'Agri si rivelerà piacevole anche a tavola. I numerosi piatti tradizionali sono per la maggior parte legati a particolari momenti dell'anno. Così a Natale a Marsicovetere si usa preparare il "baccalà areganato", cucinato con mollica di pane, peperoni e aglio, mentre a Sarconi, Moliterno, Marsicovetere e Tramutola, sulla tavola pasquale compare una focaccia, ripiena di formaggio, soppressata e uova, conosciuta con nomi diversi: a Sarconi si chiama "razzola", Marsicovetere     "a' pettola chiana", a Tramutola "scarcedda". Fra i primi piatti molto famosa è la "cuccìa", una minestra a base di cereali e legumi, risalente agli antichi culti agrari, la si può gustare a Marsiconuovo ad agosto durante la festa di San Gianuario. Più nutrienti sono i diversi tipi di pasta come le "tagliatelle", i "triiddi" (gnocchi), i "firricieddi" (fusilli), spesso conditi con pomodoro, pecorino e rafano. Il 10 agosto a San Martino d'Agri si tiene la     sagra dei "firricieddi".

Tipico dei pastori è il modo di mangiare la pecora, detto appunto alla "pastorale", con contorno di patate. Per San Gianuario a Marsiconuovo vengono preparate grandi porzioni di questo piatto. In Val d'Agri formaggio è sinonimo di Moliterno. Il pecorino moliternese è famoso fin dal '700. Ancora oggi la produzione del pecorino segue regole complesse, che necessitano di cura per lunghi mesi, oltre a una serie di accorgimenti che conferiscono al formaggio il tipico sapore. A questo importante prodotto è dedicata la sagra di agosto. Una ricca produzione di latticini si ha anche a Paterno, dove sono presenti numerosi piccoli caseifici. Altri formaggi freschi, come la ricotta, la torna e i burrini sono proposti anche a Viggiano. Stuzzicante è pure la scamorza, servita ai ferri. Di più recente affermazione è il prosciutto di Marsicovetere, da provare durante la sagra estiva, insieme ad altri salumi. Il modo migliore per accompagnare questi piatti è naturalmente "bagnarli" con i migliori vini locali.

 

Documenti tratti dalla "guide Gallery" n°101 a cura della Comunità Montana Alto Agri