Poesie
"Il Viggianese"
"Il ritorno del Viggianese"
"Il terremoto di Viggiano"

 

 

Ho l'arpa al collo, son Viggianese;

Tutta la terra è il mio paese!

Come la rondine che lascia il nido

Passo cantando di lido in lido;

E finché‚ in sen mi batte il cor

Dirò canzoni d'armi e di amor.

Tutta s'allegra la vita mia

De' fior più belli dell'armonia.

Fanciul cantando mi addormentai,

Al suon dell'arpa mi risvegliai:

E quando al desco mancava il pan,

Tosto alle corde correa la man.

Il soffio udii della tempesta

Passar fremendo nella foresta:

E allor che narro strane paure,

Vecchie leggende, visioni oscure,

Quel suon sull'arpa sento passar

    Siccome il nembo passa sul mar.

    Gemere intesi talvolta a sera

Nella vallata la capinera:

e allor che canto del casto affetto,

Che alle fanciulle travaglia il petto,

Sull'arpa vola qual suon gentil,

    Come su'gigli l'aura di aprii.

Udii dell'organo le gravi note,

L'inno solenne del sacerdote:

E quando narro le opre di Dio,

Quando favello dell'angiol mio,

Tal suon dall'arpa dirompe fuor,

Qual fanno gli Angeli sull'arpa d'or.

Dovunque sono donne amorose,

Lieti garzoni, novelle spose,

Come la rondine che lascia il nido

Passo cantando di lido in lido:

E fin che in petto mi balza il cor,

Diro canzoni d'armi e d'amor.

   

 

 

 

Ti riveggo, o verde mia Valle

Ti saluto, tranquilla Viggiano

Anni ed anni ho vagato lontano,

Ma a te sempre tornai col desir.

    Ecco il Monte Sacrato, coll'Alli

Da cui appresi la bella Armonia!

Fremer l'arpa io sento per via,

Le tue torri vedendo apparir.

    Nella fonte, ch'e a mezzo il sentiero,

Dalla polvere ho detersa ho faccia

ivi un olmo distende le braccia

E ricorda l'april dei miei dì.

Su quell'olmo mi trassi leggero

Coi compagni, e gli augelli snidai

In quel fonte fanciul mi tuffai

Se del sole l'arco mi ferì.

    Poscia corsi oltremare: in Turchia

Dove ride la terra ed il cielo,

Lì le donne levarono il velo

per udir sull'arpa cantar

Di Granada poi presi la via,

Ove sotto i fioriti veroni

Modulai ballate e canzoni;

E la luna batteva sul mar.

Sono stato al reame di Francia,

     Ricca terra, che giace oltre i monti;

Ma le aurore dorate e i tramonti

     Come i nostri la Francia non ha.

Giovinetto di florida guancia

Così un giorno la patria lasciai:

Nel partire le mamme baciai:

Quella al monte e l'altra di quà.

Dalla mamma canuta ritorno

     E risalgo sul Monte in fervore

Riversando in quegli Occhi il mio core

     A Maria le avventure dirò;

     Finchè‚ un di dal Ministro di Dio

     Accogliendo le estreme parole

     Sotto il raggio del patrio mio sole

     Appoggiato a quell'arpa morrò.

   

 

 

Non mi chiedete lieti concenti,

che mesta è l'alma del viggianese

trovai la morte lungo i torrenti

                         del mio paese.

Siccome un nido di rosignoli

che fra le rose presse il villano,

    deserte e muta nei suoi quercioli

                           dorme Viggiano!

 Fumavan gaie le sue colline

pel ciel sereno dell'ultim'ora.

Venne, e rovine sopra rovine

                          trovò l'aurora!

La rondinella meco è venuta

per acque ed acque da stranio lido

io, la mia casa piansi caduta,

ella il suo nido!

Oh quante volta presso la Plata

o sotto il vago cielo della Spagna

   oh quante volte non l'ho sognata

                          la mia Montagna

 Ed or che vale se folto il grano

  le coste indora del mio paese?

 ed or la vite fiorisce invano

                         pel Viggianese.

    Verrà l'ottobre, ma non più lieti

    ricanteremo gli usati cori;

    ne fremeranno lungo i vigneti

                       l'arpe e gli amori

    O rondinella! Ripiglia il volo,

    chè‚ il mio cammino ripiglio anch'Io

    Splende pietoso per ogni suolo

                         l'occhio di Dio!

    Tu, peregrina, d'un'altra sponda

    le torri e i laghi saluterai,

    e il nido all'orlo d'un'altra gronda

                                         sospenderai!

    lo vagabondo per varie genti

le mie piangendo balze lucane

andrò chiedendo co' miei concenti

                                     lagrime e pane!